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LA RACCOLTA
DEI FUNGHI
LA CONSERVAZIONE
DEI FUNGHI
PRIMA DEI FORNELLI
PRIMA DEI FORNELLI
Il fungo è più deperibile del pesce: ad ogni ora che passa il suo profumo ed il suo gusto vanno scemando, se poi di ore ne passano troppe rischia pure di diventare tossico. Per questo il buon cercatore di funghi si sacrifica e, anche se stanco dopo la scarpinata, pulisce e inizia a cucinare i suoi funghi appena tornato a casa. Per interrompere il processo di alterazione dei funghi è utilissima una precottura immediata, evidentemente non possibile se è nostra intenzione (nel qual caso vanno consumati entro le 24 ore) mangiarli crudi, fritti o in graticola.
LA PULIZIA
La pulizia, rapida per i porcini, è invece pratica spesso lunga e stressante per le altre specie, per cui è bene tenerne conto quando si tende a eccedere nel riempire il cestino; il cercatore di buon senso si comporta come un animale nel bosco: costui mangia solo finché ha fame, il fungarolo dovrebbe cogliere solo tanti funghi quanti è in grado di pulirne in tempi ragionevoli. In primo luogo si completa l'operazione di pulizia (che, come è obbligatorio per legge, abbiamo sommariamente iniziato già sul luogo di raccolta), asportando con il coltellino dal gambo, dal cappello, dalle pieghe delle lamelle, ogni residuo di terriccio o di detriti del bosco. Il coltellino ideale è lo spelucchino, ovvero quello usato per le verdure con la lama corta, arcuata e appuntita.
COSA SI SCARTA
Qualora al piede del gambo si manifesti invasione di parassiti, si elimina tutta la parte colma di forellini. Non è vero che i vermetti del fungo, come qualcuno dice, sono "fatti di fungo": sono larve di mosche ed altri insetti e non sono di certo commestibili. La loro eliminazione deve essere totale. La cuticola del cappello e la parte fertile (lamelle ecc) racchiudono più aroma e gusto di qualsiasi altra parte del fungo, per cui non dovrebbero essere eliminate. Il gambo va eliminato solo se legnoso o eccessivamente fibroso.
LE SPUGNOLE INVECE
Le spugnole hanno gli alveoli spesso farciti di lumachine, insetti, detriti del sottobosco: l'immersione nel bicarbonato è solitamente sufficiente a far uscire animaletti vivi, ma non lo è per eliminare quelli morti e altre sostanze sgradite. È pertanto opportuno lavare un'ultima volta le spugnole dopo averle affettate, ovviamente con rapidità per evitare che perdano aroma e gusto: in pratica si immergono in una vaschetta con molta acqua, si agitano ripetutamente e poi si estraggono a manciate. Se le spugnole devono essere cucinate intere occorre controllare ogni alveolo con la punta del coltellino.
TESTI A CURA DI Guido Stecchi