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LA RACCOLTA
DEI FUNGHI
LA CONSERVAZIONE
DEI FUNGHI
PRIMA DEI FORNELLI
LA CONSERVAZIONE DEI FUNGHI
Da sempre il contadino e il montanaro si sforzano di mantenere per l'inverno i doni della natura raccolti durante la buona stagione. Il conservante classico è sempre stato il sale, per cui i funghi venivano, e vengono tuttora in alcuni paesi, conservati in salamoia. Così ancora oggi non è difficile trovare, soprattutto nei supermercati delle località di villeggiatura frequentate da turisti tedeschi, francesi, inglesi, diverse specie di funghi in scatola conservati in liquidi di governo costituiti perlopiù da acqua e sale (oltre ai soliti assurdi e inutili conservanti di sintesi). Oggi come oggi, con le moderne tecnologie del freddo, la conservazione in salamoia è stata sostituita dal congelamento, tranne nei casi in cui il sale è usato per far fermentare i funghi come avviene nel nord e nell'est europeo, ma soprattutto utilizzando specie che altrimenti sarebbero di difficile digeribilità e di sapore ingrato.
IL CONGELAMENTO
I funghi non debbono mai (se non si vuole trasformare una leccornia in cartone insipido e se non si vogliono correre rischi seri) congelare crudi. Invece precotti, ovvero trifolati al 50% di cottura (usando però solo burro e non olio), si possono congelare in vaschette da porzione per circa tre mesi. Noi pertanto sconsigliamo l'acquisto di funghi congelati crudi: oltre al fatto che si tratta quasi sempre di esemplari d'importazione di pessima qualità già dall'origine, e oltre al rischio (molto grave in caso di funghi, più soggetti all'attacco di pericolosi microrganismi rispetto a qualsiasi altro alimento) dell'interruzione della catena del freddo, obiettivamente non sono buoni. Infatti i funghi congelati perdono tutto il loro aroma, che invece invade tutti gli altri alimenti conservati nel medesimo freezer, e non possono essere sgelati, per cui vanno messi in padella ancora durissimi, con le difficoltà immaginabili e un eccesso di liquidi che si forma in cottura a danno del buon risultato del piatto.
L'ESSICCAMENTO
Con questo metodo otteniamo un'ottima spezie, ideale anche da spolverizzare e usare direttamente in tavola. È opportuno però lavare (ed asciugare) i funghi interi prima di affettarli e metterli a seccare, perchè la maggior parte del loro aroma si concentrerà nell'acqua di ripresa che, se i funghi sono puliti, si dovrà usare, dopo averla ben filtrata, nella stessa ricetta che impiega i funghi. In commercio esistono appositi essiccatori grossi poco più di un pentolone che portano diversi cestelli impilati e possono seccare 5 kg di funghi in una notte. In mancanza di questi, l'essiccamento al sole è possibile solo se il tempo è asciutto e leggermente ventoso; i funghi andranno affettati e stesi su graticole in modo che un po' d'aria possa circolare anche sotto di loro.
Non tutti i funghi sono adatti per essere essiccati. Tra quelli primaverili: prugnolo, spugnole, Clitocybe sinopica, gambesecche, orecchio di Giuda. Le spugnole e l'orecchio di Giuda, al contrario di quanto avviene con altri funghi, quando riprendono in acqua diventano esattamente come freschi, adattandosi (diversamente, per esempio, dai porcini) alle stesse preparazioni suggerite per gli esemplari freschi. Anche le gambesecche riprendono assai bene, avvicinandosi molto, dopo la ripresa in acqua, alle dimensioni e al gusto degli esemplari freschi.
TESTI A CURA DI Guido Stecchi